Risse e follie sul web l´ennesima bravata degli ultras azzurri

i disordini di domenica scorsa davanti alla curva A del San Paolo sono ora al vaglio dell´Osservatorio del Viminale che si pronuncerà domani su eventuali provvedimenti a carico dei tifosi del Napoli. Già compromessa, comunque, la trasferta di sabato a Palermo: non ci sono traghetti di linea per riportare a casa i supporter azzurri dopo le 22.30 e la prudenza sconsiglia di lasciarli bivaccare una notte intera nel capoluogo siciliano. Intanto ieri la società è stata multata dal giudice sportivo per l´accensione sugli spalti di dieci bengala e due fumogemi nel corso della gara con la Reggina. Diecimila euro di ammenda, l´ennesimo esborso causato da una tifoseria turbolenta. Che, con frequenza crescente, celebra le sue gesta anche sul web.
Migliaia e migliaia di click e la violenza dei sedicenti tifosi entra nelle case di tutto il mondo. C´è una vetrina su internet che mostra il delirio di teppisti con sciarpe e bandiere azzurre. E ci
sono centinaia di fanatici o di curiosi che frequentano questo girone del tifo degenerato. Basta andare su youtube e digitare nel motore di ricerca “scontri Napoli”, “tifoseria Napoli” o “ultras Napoli” e scegliere un video. In numerosi casi si tratta di immagini poco chiare, girate con telefonini cellulari da postazioni di fortuna. Raramente l´autore del film si trova al centro dei disordini. Ma questa bacheca della violenza raccoglie materiale assai eterogeneo: spezzoni di antichi telegiornali, riprese che rivelano una regia esperta, montaggi di fotogrammi che celebrano la “mentalità” hooligan. Anche il sottofondo audio è quanto mai vario. Si va dal commento stupito, spaventato o rabbioso di chi assiste in diretta agli eventi, agli slogan dei supporter in corteo, fino ai Carmina Burana cui è affidato l´improbo compito di nobilitare immagini di pullman presi a sassate, pantere in fiamme e battaglie combattute a colpi di cinghiate.
Il gradimento riscosso da questi video è a dir poco sbalorditivo: “Ultras Napoli a Firenze” è stato visto in sette mesi quasi 148 mila volte. Roba da far impallidire molte pellicole del cinema nostrano. Il contenuto? Poco più di tre minuti di marcia di avvicinamento di qualche centinaio di tifosi all´Artemio
Franchi di Firenze tra canti minacciosi e scritte in carattere gotico in sovrimpressione che ostentano spavalderia. Di diverso tenore i commenti lasciati dagli internauti al termine della visione. C´è chi si esalta, anche da nazioni lontane, e chi condanna gli atti vandalici.
Una galleria del teppismo, quella visitabile su Youtube, che prevede un identico copione con ambientazioni diverse: a Pescara un gruppetto di ultrà riesce a sfondare (era il 25 novembre 2006) un cancello presidiato da una ventina di poliziotti nonostante il c
ontinuo ricorso di questi ai lacrimogeni. Nel settore ospiti di Firenze va in scena un prolungato tafferuglio con le forze dell´ordine (“ammirato” oltre 40 mila volte), a Foggia le violenze sono precedute da una lunga dichiarazione di guerra che rimbalza da una curva all´altra, a Salerno l´aggressione si consuma ai danni di poliziotti che provano ad arginare i napoletani nel cortile dell´Arechi. Un campionario di scorribande che ben spiega la reiterata attribuzione del “rischio 4″ alle gare del Napoli.

Schiaffi e insulti a un compagno il filmato finisce su YouTube

MONZA - La prima inquadratura cattura una sforbiciata. Un taglio netto ai capelli di uno studente. Poi partono gli insulti e anche uno schiaffo. La classe ride, la vittima non si difende. Alla fine interviene una professoressa che allontana i responsabili. Appena 55 secondi di filmato, girato con un telefonino e messo su Youtube, che si chiudono con il sorriso beffardo di uno studente, che sembra sfidare l´insegnante. È il nuovo video che dagli istituti scolastici monzesi prende la via del web. Arriva dall´Ipsia, l´Istituto professionale per l´industria e artigianato di via Montegrappa. «Una scuola di frontiera», come la definisce lo stesso preside, Fernando D´Alfonso.
Il filmato è stato girato lo scorso anno scolastico, durante l´ora di italiano,
ma è stato messo in rete pochi giorni fa. Individuati gli autori, nel pomeriggio di ieri i dirigenti scolastici lo hanno fatto rimuovere da Internet. Tra i banchi, la voce di quel video si era sparsa in fretta, ma non era arrivata alle orecchie del preside e del suo vice, Mauro Cereda: «Prendiamo atto di quanto accaduto solo ora. Gli autori del gesto saranno espulsi». Scuola “difficile”, l´Ipsia di Monza. «Arrivano ragazzi da famiglie disagiate, segnalati dalle comunità, persone con poca voglia di studiare: è una lotta quotidiana», dice il preside, che comunque minimizza l´accaduto: «Si è trattato di un buffetto. Se fosse stato qualcosa di diverso, l´insegnante e l´alunno preso di mira ce lo avrebbero segnalato». «In questa scuola schiaffi come quello del video sono la normalità», confida però un allievo all´uscita. Sigaretta in bocca, giubbotto risvoltato fino ai gomiti, guarda il mondo con superiorità. «Loro hanno fatto la fesseria di metterlo sul web. Se lo guardavano tra di loro la storia non sarebbe venuta fuori».
Un bullismo che nasce dalla mancanza di punti di riferimento autorevoli e modelli sbagliati secondo Vittore Mariani, docente di pedagogia e delle problematiche educative dell´università Cattolica. «Il vero problema è che la scuola oggi ha rinunciato a educare. Gli insegnanti
sono impegnati a trasmettere le conoscenze, hanno rinunciato al loro ruolo di educatori. Questi comportamenti non ci devono scandalizzare, viviamo in una società priva di dimensione etica».
Su Youtube le scuole superiori di Monza sono ampiamente rappresentate anche per altre imprese. Al liceo Frisi due ragazzi si cimentano nel salto della cattedra. In un altro istituto tecnico, un giovane si rotola nel corridoio e quando si rialza sferra un calcio a una porta. Ancora, al liceo Zucchi cinque studenti, tra cui tre ragazze, bevono un bicchiere di vodka al bar tutto d´un fiato prima di entrare: era l´ultimo giorno di scuola dell´anno scorso.

Tasse e tariffe da febbraio si pagano on-line

Ici, Tarsu ma anche abbonamenti e rette potranno essere versati con addebito diretto
All’inizio si prevede il versamento degli importi delle contravvenzioni
MONFALCONE. Tramite «rid», ovvero addebito diretto in conto corrente (quello che molti di noi usano per luce, gas e telefono), i monfalconesi avranno la possibilità di pagare, a partire dal prossimo anno, anche le tasse comunali ma non solo. Anche le rette per le mense scolastiche, quelle scolastiche o anche, perché no, le contravvenzioni o gli abbonamenti. Il Comune è pronto infatti a mettere a regime il sistema progettato nel 2006, e che nello stesso anno gli era valsa la vittoria del Premio innovazione regionale nella categoria pubbliche amministrazioni. Un progetto che si inserisce nel più ampio progetto di e-government regionale, e che a Monfalcone viene vissuto come una vera sperimentazione.
PROGETTO. Il suo scopo è quello di agevolare i pagamenti
ma in generale il «dialogo» tra Comune e cittadini. La Regione sta dando il via, in questi mesi, alla sua idea di e-government che permetterà, tramite la Carta dei servizi, di accedere ad un portale che può essere usato per il pagamento on-line di tasse comunali e non facendosi identificare dalla nuova tessera sanitaria. Il Comune di Monfalcone, all’interno di questo ambito, ha sviluppato un proprio progetto, che va ancora più in là: fa uso infatti del rid, ovvero l’addebito diretto in conto corrente. Ciò che adesso si paga tramite bollettino postale o recandosi direttamente agli sportelli comunali potrà ora andare in pagamento automatico con il consenso, naturalmente, dell’utente. Che quindi non dovrà ogni volta identificarsi, ma darà semplicemente il suo ok all’addebito una volta sola. Poi tutto proseguirà in modo automatico.
«Un sistema pensato soprattutto per le persone che hanno difficoltà a muoversi – spiega il responsabile del Ced comunale, Marino Misciali – come a esempio gli anziani. Invece di doversi muovere da casa
per andare a fare la coda agli sportelli e pagare a esempio l’Ici, che non richiede la predisposizione di particolari documenti ma viene calcolata dal Comune, i cittadini potranno semplicemente dare il loro consenso all’addebito diretto sul loro conto, risparmiando tempo e attese». Un bel risparmio, in entrambi i casi.
PAGAMENTI. Quali saranno i pagamenti per cui il servizio sarà attivo? Praticamente tutti quelli che riguardano il Comune. L’amministrazione inizialmente ha pensato di partire con l’addebito delle contravvenzioni, che forse non sono molto simpatiche, ma che rappresentanto un campo abbastanza circoscritto nel quale avviare una prima applicazione. Successivamente, però, l’impiego sarà generalizzato. Il sistema in pratica è di fatto
una piattaformaestremamente adattabile: a distinguere un pagamento da un altro in fondo ci sono semplicemente la causale e l’importo. Ciò che è necessario e fondamentale è che il passaggio avvenga nella più assoluta sicurezza.
L’ulteriore sviluppo sarà quindi costituito dall’estensione del pagamento on-line anche alle rette scolastiche, alle mense scolastiche,
all’imposta comunale sugli immobili, alla tassa per la raccolta dei rifiuti e così via, a seconda delle esigenze dell’amministrazione e dei cittadini.
SPERIMENTAZIONI. Una prima sperimentazione del servizio c’è giù stata, con il pagamento degli abbonamenti teatrali. «Volevamo capire il funzionamento del servizio in un ambito controllabile – spiega Misciali – così da capirne eventuali problemi». Il pagamento automatico, poi, aveva già avuto un’ulteriore test
con il pagamento tramite carta di credito o bancomat, possibile da alcuni anni per alcuni tipi di tributi. Adesso, però, il sistema sarà ampliato al massimo e non solo nel Comune di Monfalcone. Il progetto è stato portato avanti da Monfalcone ma è anche a disposizione di altre amministrazioni che lo ritenessero interessante e fossero interessate a utilizzarlo.
I TEMPI. Saranno un po’
più lunghi di quelli relativi al progetto regionale (che si pensa dovrebbe essere attivato già all’inizio del prossimo anno). «Contiamo di partire con le prime sperimentazioni con il mese di febbraio, per poi arrivare al pieno regime entro la prossima primavera» spiega ancora Misciali. L’inizio dell’applicazione pratica dei pagamenti diretti avverrà appunto, a quanto pare, con l’addebito delle contravvenzioni, per poi venire pian piano diffuso a tutti gli altri pagamenti. Il cittadino di Monfalcone potrà quindi dire addio, dal 2008, alle file in posta o agli sportelli comunali.

Lori: Mantova avanti con Tesser comunque vada

Massimo Birimbanti

«Non ci sono più alibi per nessuno, si vince e si perde tutti insieme»
«Ringrazio i tifosi per gli applausi dopo la sconfitta di sabato col Rimini
Il loro appoggio per noi è basilare»
MANTOVA. «Fiducia incondizionata a Tesser e alla squadra. Il mister non è confermato, ma confermatissimo. Andremo avanti con lui comunque vadano le cose». E’ questa la ‘sentenza’ emessa dal presidente Fabrizio Lori al termine di un lungo chiarimento avuto prima con il ds Magalini e con il mister e quindi con i giocatori. Fiumi di parole, senza peli sulla lingua: anche toni aspri, ma con la volontà di provare ancora a venirne fuori senza stravolgimenti.
Il giorno dopo la sconfitta col Rimini il numero uno di Viale te aveva detto di voler chiarire alcune cose con tutte le componenti dell’Acm ed evidentemente chiarezza è stata fatta, perché in caso contrario sarebbero arrivati dei provvedimenti. Su quali aspetti sia stata fatta luce, L
ori lo spiega così: «Probabilmente tutto questo mettere in discussione l’allenatore portava insicurezza nell’ambiente. E invece dubbi e incertezze non devono essercene. Ci siamo parlati e credo di essermi spiegato bene: adesso è il momento di reagire, remiamo tutti nella stessa direzione e ripartiamo». Nessuno, insomma, provi a nascondersi dietro responsabilità altrui.
Una pausa, poi Lori aggiunge: «Non ci deve essere nessun tipo di alibi, se le cose non vanno non è colpa del tecnico o dei giocatori o di chissà cos’altro: se si perde, si perde tutti insieme e se si vince si vince tutti insieme».
In sostanza, il presidente si è tolto alcuni dubbi sulla possibilità di continuare sulla str
ada intrapresa in estate: «Ho parlato a lungo, credo per 2 ore e mezza, con lo staff tecnico, con la squadra, un po’ con tutti. Nonostante i risultati altalenanti da cui veniamo, adesso ho la convinzione che tutte queste persone siano quello che serve all’Acm in questo momento. Ribadisco: abbiamo una buonissima squadra e un buonissimo allenatore e possiamo uscire da questa situazione».
L’ultimo pensiero di Lori è per i tifosi: «Mi ha fatto molto piacere sentire l’applauso del pubblico dopo la sconfitta col Rimini: è un segno di maturità e di grande attaccamento alla squadra.
In un momento di difficoltà, perché a fine partita la delusione era davvero enorme, l’affetto dei tifosi è stato veramente una nota positiva. Il loro appoggio per noi è basilare – conclude Lori -, so che non ce lo faranno mancare e che tutti insieme usciremo da questa situazione».

Banda dei Rolex in trasferta a Roma

Presi in 4. I parenti contro i carabinieri: insulti e minacce Da Napoli a Roma per rapinare orologi: almeno nove colpi in poco più di tre ore, tra le 23.30 e le tre del mattino, messi a segno tutti con la stessa tecnica nei quartieri più eleganti della capitale. I carabinieri del comando provinciale guidati dal colonnello Gaetano Maruccia li hanno bloccati al casello dell´autostrada, mentre rientravano dall´ultima trasferta sulla stessa Fiat Panda celeste indicata dalle vittime delle rapine. La refurtiva era ancora nella vettura, compreso un “Tudor” ancora sporco di sangue, risultato strappato dal polso di un funzionario dell´ambasciata americana. In carcere sono finiti così Gianluca Corrado, di 26 anni, Vincenzo Grande, di 28, Gennaro De Blasio, 20 e Marco Fischetti, di 19, tutti residenti tra Secondigliano e altri quartieri della periferia settentrionale della città. Il provvedimento di fermo dovrà essere convalidato dal giudice. Ieri però l´operazione ha registrato una coda imprevista all´uscita dalla caserma Pastrengo di via Morgantini, dove si era radunata una folla di parenti e amici degli indagati. Due donne, poi identificate dai militari e denunciate e piede libero, hanno inveito contro le forze dell´ordine esclamando, fra l´altro, «fanno bene quando vi ammazzano».
L´inchiesta, dunque. Nella Fiat Panda, i carabinieri del Nucleo operativo e Reparto operativo di Napoli, comandato dal colonnello Gerardo Iorio, hanno trovato materiale di straordinario interesse investigativo: all´interno di due buste di plastica sistemate in mezzo al sedile c´erano innanzitutto 9 orologi di marca come Rolex, Baume & Mercier, Breitling, Omega, Bulgari, Tudor e Swatch; dodici telefoni cellulari e una catenina d´oro. Sono stati inoltre sequestrati due cappellini, tre calzamaglie e una fotoca
mera. In tasca, i quattro ragazzi avevano danaro contante per complessivi 2280 euro. E sotto la canna dello sterzo della vettura, i carabinieri hanno rinvenuto inoltre una pistola semiautomatica a salve calibro 8 mentre in una borsa era nascosto un coltello. Le indagini inducono a ritenere la “batteria” responsabile di almeno sette rapine commesse sabato sera nel cuore della capitale, in zona Flaminio e Parioli. Per questi episodi infatti i carabinieri hanno rintracciato le vittime attraverso la denuncia presentata alle forze dell´ordine di Roma.
Ora gli inquirenti cercheranno di individuare le vitt
ime degli altri colpi confrontando la refurtiva sequestrata con le denunce pervenute ai diversi commissariati o alle stazioni dei carabinieri. Gli indagati dovranno difendersi dalle accuse di rapina continuata e aggravata dall´uso delle armi. Nel fine settimana, è la ricostruzione investigativa, partivano a bordo della Fiat Panda celeste in direzione Roma. Nella capitale, si scatenavano. Sabato sera, il primo colpo denunciato è stato commesso alle 23.30, in via Gramsci, bottino un Rolex, due cellulari e contanti. Alle 00.10, in via Cassia, orologio e cellulare, dieci minuti più tardi, in via Flaminia, orologio, cellulare, catenina e anche una banconota da 5 euro. Un´altra rapina risulta essere stata commessa alle tre del mattino ancora in via Flaminia. Le vittime hanno riferito di essere state aggredite da tre persone giunte con una Panda, armate di pistola e «con chiaro accento napoletano». Le indagini sono scattate immediatamente grazie anche dalla tempestività con la quale sono state presentate le denunce

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