Presi in 4. I parenti contro i carabinieri: insulti e minacce Da Napoli a Roma per rapinare orologi: almeno nove colpi in poco più di tre ore, tra le 23.30 e le tre del mattino, messi a segno tutti con la stessa tecnica nei quartieri più eleganti della capitale. I carabinieri del comando provinciale guidati dal colonnello Gaetano Maruccia li hanno bloccati al casello dell´autostrada, mentre rientravano dall´ultima trasferta sulla stessa Fiat Panda celeste indicata dalle vittime delle rapine. La refurtiva era ancora nella vettura, compreso un “Tudor” ancora sporco di sangue, risultato strappato dal polso di un funzionario dell´ambasciata americana. In carcere sono finiti così Gianluca Corrado, di 26 anni, Vincenzo Grande, di 28, Gennaro De Blasio, 20 e Marco Fischetti, di 19, tutti residenti tra Secondigliano e altri quartieri della periferia settentrionale della città. Il provvedimento di fermo dovrà essere convalidato dal giudice. Ieri però l´operazione ha registrato una coda imprevista all´uscita dalla caserma Pastrengo di via Morgantini, dove si era radunata una folla di parenti e amici degli indagati. Due donne, poi identificate dai militari e denunciate e piede libero, hanno inveito contro le forze dell´ordine esclamando, fra l´altro, «fanno bene quando vi ammazzano».
L´inchiesta, dunque. Nella Fiat Panda, i carabinieri del Nucleo operativo e Reparto operativo di Napoli, comandato dal colonnello Gerardo Iorio, hanno trovato materiale di straordinario interesse investigativo: all´interno di due buste di plastica sistemate in mezzo al sedile c´erano innanzitutto 9 orologi di marca come Rolex, Baume & Mercier, Breitling, Omega, Bulgari, Tudor e Swatch; dodici telefoni cellulari e una catenina d´oro. Sono stati inoltre sequestrati due cappellini, tre calzamaglie e una fotocamera. In tasca, i quattro ragazzi avevano danaro contante per complessivi 2280 euro. E sotto la canna dello sterzo della vettura, i carabinieri hanno rinvenuto inoltre una pistola semiautomatica a salve calibro 8 mentre in una borsa era nascosto un coltello. Le indagini inducono a ritenere la “batteria” responsabile di almeno sette rapine commesse sabato sera nel cuore della capitale, in zona Flaminio e Parioli. Per questi episodi infatti i carabinieri hanno rintracciato le vittime attraverso la denuncia presentata alle forze dell´ordine di Roma.
Ora gli inquirenti cercheranno di individuare le vittime degli altri colpi confrontando la refurtiva sequestrata con le denunce pervenute ai diversi commissariati o alle stazioni dei carabinieri. Gli indagati dovranno difendersi dalle accuse di rapina continuata e aggravata dall´uso delle armi. Nel fine settimana, è la ricostruzione investigativa, partivano a bordo della Fiat Panda celeste in direzione Roma. Nella capitale, si scatenavano. Sabato sera, il primo colpo denunciato è stato commesso alle 23.30, in via Gramsci, bottino un Rolex, due cellulari e contanti. Alle 00.10, in via Cassia, orologio e cellulare, dieci minuti più tardi, in via Flaminia, orologio, cellulare, catenina e anche una banconota da 5 euro. Un´altra rapina risulta essere stata commessa alle tre del mattino ancora in via Flaminia. Le vittime hanno riferito di essere state aggredite da tre persone giunte con una Panda, armate di pistola e «con chiaro accento napoletano». Le indagini sono scattate immediatamente grazie anche dalla tempestività con la quale sono state presentate le denunce


